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Amici mai. Dieci cose da non fare mai su Facebook

Laura Ceridono

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Rimani in contatto con le persone della tua vita. Questo è lo slogan con cui Facebook ha conquistato il mondo. Famiglie che si riuniscono dopo anni, amori che sbocciano, nostalgie che riemergono da un passato lontano. È tutto molto bello. Peccato che a volte Facebook riesca a procurarti nemici alla velocità di un click, nonostante tu sia la più paciosa delle anime candide.

Come mai ti odiano? È facile, basta diventare il rompiscatole del Villaggio Globale.

Amici mai. Dieci cose da non fare mai su Facebook

Per evitarti cotanta fine ingloriosa, abbiamo elencato i dieci errori più comuni su Facebook. Ti basterà evitarli per assicurarti una vita social serena, o almeno senza troppi incidenti diplomatici…

1. No tag, no party?

Facebook ti consente di taggare in una foto chiunque tu voglia, indipendentemente dalla sua volontà. Ma è estremamente raccomandabile evitare di taggare i tuoi amici a casaccio. La foto di enormi abeti addobbati in cui qualche volentoroso ha taggato tutti i suoi 1245 contatti al solo scopo di augurare loro buon Natale ha come unico risultato quello di intasare le bacheche e le sezioni “foto in cui ci sei tu” di 1245 persone… Spamming bello e buono, insomma.

Se proprio ci tieni, un bel “Tanti auguri a tutti” nel tuo messaggio di status svolge la stessa funzione in maniera molto più dignitosa.

Della stessa risma, o  ancora peggio, sono quei programmi che taggano i tuoi amici in maniera casuale. Si tratta di una pratica divertente e utile quanto lo era l’invio massivo di email con presentazioni in Powerpoint negli anni ’90. Te lo ricordi? Ecco, il tagging selvaggio è ancora più molesto.

2. Sai tenere un segreto?

La bacheca di Facebook è un mezzo rapido e portentoso per comunicare con i tuoi amici, ma non si può dire che sia molto riservato. Se scrivi sulla bacheca di un tuo amico puoi star sicuro che lui leggerà il tuo messaggio, ma lo leggeranno anche tutti quelli che passano di lì. Il buon senso impone quindi di non lasciare in bacheca messaggi privati, numeri di telefono, informazioni riservate o pettegolezzi. Per fare questo, puoi usare la chat o la posta interna.

Allo stesso modo, è buona norma non inzaccherare la bacheca dei tuoi pazienti amici con risultati di improbabili test o con “simpatici” doni…

Se proprio sei in vena di regali, telefona al tuo amico e chiedi cosa vuole ricevere per il compleanno. Ma non sporcare le bacheche altrui senza motivo, è come il muro di casa. Ti piacerebbe che qualcuno venisse e depositasse un graffito di Hello Kitty sulla parete del tuo salotto?

3. Contadini di tutto il mondo, unitevi!

Facebook è pieno di criminali, pirati, giardinieri, ninja, camerieri, paladini, panettieri e tante altre più o meno nobili categorie professionali che nulla hanno a che fare con il lavoro vero. Chi è stato ripetutamente invitato a procurare granai per il Farmville del suo vicino di casa sa di cosa parlo.

farmville

Aldilà di considerazioni più ampie sul perché gente di nota fibra morale e profondità psicologica rimanga vittima di giochi come FarmVille, l’aspetto davvero insopportabile è la dimensione “social”. Non solo perdi amici dietro a giochi di dubbio valore, ma questi, oramai completamente drogati, cominciano a subissarti di richieste per unirti alla loro fattoria, o quel che sia. Non cercare di trascinare i tuoi amici nel tunnel in cui ti trovi (e soprattutto, implorare galline per il tuo granaio è poco decoroso).


4. Vieni alla mia festa al Polo Nord?

Siamo tutti molto felici che tu abbia deciso di festeggiare il tuo settimo mesiversario. Saremmo anche molto felici di partecipare all’evento.

Peccato che tu viva in Ecuador, e il resto dei tuoi amici si divida tra Pescasseroli e Forlinpopoli.
Ecco: gli inviti ad eventi, sia di carattere privato che commerciale, vanno usati con cautela. Molta cautela. Inviteresti tutta la popolazione mondiale alla tua festa? No, giusto? E allora non farlo neanche su Facebook.

5. Alla faccia!

Si chiama libro della faccia. E ci devi mettere la tua. Usa una foto vera: la gente preferisce parlare con un essere umano, piuttosto che un dinosauro sorridente, un personaggio dei fumetti, un paesaggio con pecore Nascondere la propria identità dietro una foto falsa predispone alcune persone a prendere poco sul serio il tuo profilo. Lo stesso vale per nomi di fantasia, soprannomi, anagrammi e altri trucchetti ingegnosi: generano distanza, in particolare in chi condivide le proprie esperienze su Facebook in modo trasparente.

La prima cosa che penserà vedendo il tuo camuffato profilo è “Questo si è messo su Facebook  solo per curiosare.” Dimostra che non è così, mettiti in gioco!

6. Tutta la tua vita, minuto per minuto

La questione è spinosa. Dunque, la tua vita è interessantissima. Davvero. E ci piacere esserne informati fin nei minimi dettagli. Solo, non esagerare. Non ti farà piacere ammetterlo, ma probabilmente al resto del mondo non interessa sapere che cosa ti ha detto un’improbabile indovina, né che hai fatto il test “Che personaggio eri nell’antichità?” ed è venuta fuori una discendenza diretta da Alessandro Magno. Lo so, è dura. Ma è così. Allo stesso modo per il resto del mondo non è molto interessante leggere cose come “Che tristezza è lunedì” o “Finalmente venerdì”. La settimana è uguale per tutti.

Per non spammare troppo sulle pagine di notizie dei tuoi amici puoi provare a filtrare il flusso inarrestabile dei tuoi pensieri e limitarlo, diciamo, ad un massimo di 3 esternazioni al giorno. Meno è meglio, fidati. Tra l’altro sarebbe carino, prima di esternare, ricontrollare leggermente l’ortografia e/o la punteggiatura. L’italiano non è una malattia!

7. Mamma tu non guardare!

Che cosa sarebbe Facebook senza i soliti video imbarazzanti, filmati di baccanali ambientati in qualche università americana e foto di celebrità ubriache fradice?

Sarebbe un posto indubbiamente molto più noioso. Ma lascia che siano gli altri a rovinarsi la reputazione: non caricare foto di te stesso di cui potrai pentirti in futuro: una volta gettate nella Grande Rete, le immagini non appartengono più a te. Questo vale soprattutto per foto in cui sei poco vestito e/o in uno stato di coscienza alterato.
Allo stesso modo, lasciamo al tuo buon cuore la scelta di non etichettare i tuoi amici in foto che palesemente non gli rendono giustizia. Anzi, sarebbe molto carino da parte tua avvisare l’interessato prima di taggarlo in una foto, in modo da far scegliere a lui se vuole consegnare all’eternità cibernetica la foto in cui, palesemente brillo, balla sul tavolo del ristorante con un mocio in testa. Invia un messaggio e lascia che sia lui (Mr Mocio) a decidere se vuole pubblicare il materiale sul suo profilo.

8. Sei proprio sicuro che “ti piace”?

Lo so, la tentazione è forte. Ci sono giornate in cui siamo presi dal raptus del “Mi Piace” compulsivo.

Ma diventare fan di una pagina è un messaggio indiretto, e dice di te molte più cose di quanto immagini. Quindi, prima di diventare fan pensaci bene, soprattutto se la pagina in questione ha un messaggio insultante, inizia con “io odio…” o contiene generalizzazioni eccessive.

E a proposito di mi piace: se vuoi fare un figurone con gli amici (ed essere sempre aggiornato sulle novità), diventa subito fan della nostra pagina di Facebook!

9. Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

La chat va usata solo quando si ha qualcosa da dire. Per stabilire un contatto con persone con cui ha poca confidenza è meglio usare la mail di Facebook, o aggiungere la persona ad un altro programma di instant messaging. Allo stesso modo, se tu non hai tempo per chattare (o non ne hai voglia) mettiti offline. Eviterai così di dover liquidare o ignorare l’amico che ha davvero qualcosa da dirti!

10. Ci conosciamo?

Last but not least, una delle cose in assoluto più snervanti su Facebook sono le richieste di amicizia fatte da gente che non sai minimamente chi sia, e che non reputa necessario accompagnare la friend request con due righe di presentazione.

friend request

Spesso questi anonimi aspiranti  al ruolo di tuoi “amici” hanno una foto profilo assolutamente non descrittiva e/o un nome di fantasia. E spesso queste richieste sono da parte di “aggregatori compulsivi” (tipo: devo arrivare a 2000 amici entro la fine della settimana) e/o di rimorchiatori di scarsa fantasia. Snervante.

Perché Facebook si usa spesso per rimorchiare, ma ci vuole un po’ di stile…

E a te, cosa ti irrita di più su Facebook?

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