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Quello che gli utenti non dicono. Facebook traccia i post non pubblicati

Laura Ceridono

Pubblicato

Uno studio su Facebook rivela che il social network sarebbe in grado di tenere traccia dei post che gli utenti scrivono ma poi non pubblicano.

Facebook, quante ne sa. Oltre ad interessarsi ai movimenti del mouse, ora pare che il social network di Zuckerberg sarà in grado anche di rilevare le “autocensure” degli utenti, cioè quei momenti in cui si scrive un post su Facebook ma poi si decide di non pubblicarlo.

Quello che gli utenti non dicono. Facebook traccia i post non pubblicati

facebook post non pubblicato

Lo studio, chiamato “Self-Censorship on Facebook“, rivela che il social network si sta muovendo verso un nuovo tipo di raccolta dati: i contenuti non pubblicati. L’indagine indica anche che Facebook analizza le informazioni provenienti dalle richieste di amicizia non accettate con lo scopo, a quanto pare, di permettere alla compagnia di capire perché un’interazione su Facebook fallisce, e come porvi rimedio.

Quanto ai post non pubblicati (sia gli aggiornamenti di status che i commenti ai post di altri utenti), Facebook si limita a studiare i form HTML per tracciare gli elementi dell’interazione e non rileva il contenuto dei post stessi. Questi metodi vengono utilizzati, si specifica, per fini d’indagine.

È interessante notare che, secondo lo studio, gli utenti tendono a censurarsi quando i contenuti devono essere condivisi con un vasto pubblico oppure che possono sentirsi intimiditi quando sanno che i datori di lavoro leggeranno i loro aggiornamenti di stato. Risulta anche che gli uomini si censurano di più rispetto alle donne, e ancora di più se la maggior parte dei loro amici di Facebook è di sesso maschile. Una sindrome da spogliatoio in salsa social, verrebbe da pensare.

Lo studio rivela anche che il social network terrà traccia dei contenuti che si decide di non condividere. Tutto questo servirà ad aiutare Facebook a ideare nuovi modi per impedire i ripensamenti dell’ultimo minuto. Quello che non si scrive, il link che non si condivide, l’amicizia che non si accetta sono per Facebook interazioni non riuscite e, in definitiva, una minaccia alla forza “social” del suo network.

Cosa ci aspetta nel futuro? Facebook rassicurerà i più timidi con messaggi tipo “posta il tuo messaggio, vedrai che sarà un successo”?

Per ulteriori informazioni sui metodi di tracking utilizzati da Facebook, è possibile leggere il report completo da questo indirizzo.

[Via: Ars Technica]

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